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Alzheimer: novità sulla ricerca

 
 
 

Scoperto da dove nasce e perché si diffonde l’Alzheimer

Scienziati della Columbia hanno sono riusciti a rispondere a tre fondamentali domande sulla malattia di Alzheimer: da dove ha origine, perché parte da lì e come si diffonde continua a leggere...

Un’adeguata assunzione di nutrienti protegge dall’Alzheimer


Un recente studio pubblicato sulla rivista Nutrition ha indagato il ruolo della nutrizione nel fronteggiare l’invecchiamento cerebrale. A tal fine, gli autori hanno combinato dati relativi al consumo di cibo e dati fisiologici correlati al corretto funzionamento cerebrale e i risultati derivanti da studi epidemiologici e trial clinici. Ciò allo scopo di esaminare l’importanza dei micronutrienti (es. le vitamine) e degli acidi grassi polinsaturi (es. omega-3) nel preservare la salute neuronale e le prestazioni cognitive durante l’invecchiamento cerebrale. I risultati derivanti da questa analisi hanno mostrato un effetto positivo dell’acido docosaesaenoico (o acido cervonico) - che ritroviamo nei pesci come per esempio la trota e il tonno - e dei micronutrienti - come le vitamine del gruppo B, E, C e D - nel fornire un sostegno alle cellule cerebrali per reagire all’invecchiamento. Questi nutrienti sono poco costosi, non hanno virtualmente alcun effetto collaterale se assunti nelle dosi raccomandate e sono essenziali per la vita. In definitiva, questa revisione della letteratura fornisce alcune evidenze circa il fatto che l’assunzione dei sopra citati nutrienti - da parte della popolazione anziana in generale e dai soggetti a rischio in particolare - rappresenti un approccio alternativo funzionale, utile a posticipare l’invecchiamento cerebrale e a proteggere dall’insorgenza dell’Alzheimer.

ISOLA in CITTA’ : ARTE VISIVA E ARTE TERAPIA

 

Due Passi nei musei di Milano, è un progetto di Fondazione Manuli Onlus dedicato ai malati di Alzheimer e ai loro familiari grazie al sostegno di Intesa Sanpaolo e alla collaborazione dei più importanti musei milanesi: Gallerie d’Italia Piazza Scala, Pinacoteca di Brera e Museo Poldi Pezzoli.

Il progetto si colloca all’interno dell’Isola in Città, un contesto nel quale vengono proposte le terapie psicosociali, ovvero terapie non farmacologiche che, basandosi su adeguate stimolazioni, consentono al malato di Alzheimer di mantenere il più possibile le sue capacità residue. 

Nello specifico la prima parte dell’incontro di Arte visiva e Arte Terapia prevede una “passeggiata” nel museo godendo dell’ambiente e delle opere fino a raggiungere quella scelta dall’Arte Terapeuta e che la guida specializzata del museo mostrerà e spiegherà ai malati. Un momento sociale che mantiene attiva la vita relazionale del malato. Dopo la visione dell’opera, la seconda parte dell’incontro prevede un’esperienza pratica in laboratorio didattico condotta da un Arte Terapeuta ad orientamento psicodinamico con competenza specifica nella malattia di Alzheimer. All’interno del laboratorio con fogli, colori e altri materiali artistici, che rappresentano lo strumento utile alla stimolazione espressiva, i malati di Alzheimer saranno liberi di realizzare un proprio lavoro ispirandosi all’opera visionata e alle emozioni da questa suscitata. 

L’utilizzo del processo creativo è una pratica di Arte Terapia che si è rivelata notevolmente efficace per mantenere la relazione della persona affetta da deterioramento cognitivo con se stessa e con l'ambiente esterno.

Il confronto con un’opera d’arte inoltre, non è solo un’esperienza visiva ma è anche fortemente emotiva e capace di risvegliare insospettabili mezzi espressivi e d’interpretazione. E’ in grado di sollecitare parti del cervello che rimangono intatte anche dopo l’insorgere della demenza e di fornire uno stimolo intellettuale tanto intenso da far sentire gli effetti positivi anche a breve e medio termine. 

Il progetto Due passi nei musei di Milano prevede anche un percorso appositamente studiato con la partecipazione dei componenti familiari che si affiancano al proprio caro malato, in considerazione dell’impatto che la malattia di Alzheimer ha sull’intero nucleo familiare.

Questo percorso si basa sui principi della Family Art Therapy (H.Y. Kwiatkowska, L.C. Wynne, H.B. Landgarten, D. Linesch), metodica riconosciuta ufficialmente dall’American Art Therapy Association (AATA) nel 1989 i cui principali obiettivi sono:

Consentire al gruppo familiare, attraverso il processo artistico, di esprimere simultaneamente pensieri ed emozioni;Offrire a ogni membro del nucleo familiare un mezzo espressivo appropriato e fruibile, anche dal malato stesso, mettendolo in grado di confrontarsi con gli altri a pari condizioni;Consentire a ogni membro della famiglia, grazie all’attività espressiva, di percepirsi differente dal solito per sperimentare ruoli diversi e non cristallizzati dalla malattia;Consentire alle emozioni difficili di emergere con minor senso di colpa, grazie alla mediazione simbolica che il processo artistico offre.

il progetto è della Fondazione Manuli di Milano


Alimentazione batte Alzheimer, ecco cosa mangiare per prevenire la demenza

Consigliati pesce azzurro e melograno riuniti in un piatto dallo chef Heinz Beck

L'alimentazione può aiutare a prevenire il declino cognitivo. A suggerirlo, un gruppo di ricercatori che ha dimostrato l'esistenza di un legame diretto tra l'alterazione nel metabolismo del rame e sviluppo della malattia di Alzheimer. Gli esperti si sono riuniti in occasione del Congresso internazionale "Approccio non convenzionale alla malattia di Alzheimer: dalla ricerca alla cura" promosso dal Policlinico Gemelli di Roma e dall'Ospedale Fatebenefratelli all'isola Tiberina.

Un piatto da chef per prevenire - La strada indicata dal gruppo di medici e ricercatori si è tradotta in una pietanza elaborata con gli alimenti utili a contrastare l'arrivo della demenza. Il piatto è stato elaborato dallo chef pluristellato Heinz Beck. Si tratta di una ricetta a base di pesce azzurro, la ricciola, marinata all'aceto balsamico bianco con neve di melograno. 



Giacinto Miggiano, direttore dell'unità di dietetica del Policlinico Gemelli, spiega: "Si tratta di un piatto dalle qualità organolettiche e nutrizionali particolari a elevato contenuto di acidi grassi omega 3, di vitamine B1 e B6, altre vitamine, tra cui la B12, e a ridotto contenuto di rame, indicato nelle persone con malattia neurodegenerativa, che tiene conto delle indicazioni supportate da studi scientifici eseguiti anche su campioni numerosi di popolazione".

Indicazioni generali - In generale, tra le indicazioni alimentari e gli stili di vita, soprattutto negli anziani, è consigliata una dieta ricca di verdure e frutta fresca, l'introduzione una dose adeguata quotidiana di vitamina E - presente in semi, spinaci e altri vegetali a foglia larga - e vitamina B12 - efficace anche nella forma di integratore. 

Inoltre, occorre controllare che le vitamine assunte non contengano né rame né ferro e ridurre i grassi saturi, come quelli contenuti nelle carni rosse. È utile inoltre fare almeno due ore di sport a settimana

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