"Papà mi portava in bicicletta"
E' l'esperienza che ha vissuto la nostra presidente accanto al suo papà. E' un grande successo editoriale giunto alla seconda edizione!! Questo libro è stato presentato al Salone internazionale del libro di Torino
Ed è stato presentato a Forlì in un incontro sull'Alzheimer promosso dall'Associazione Poliedrica
Sarà presentato anche a Vicenza in occasione della Giornata Mondiale dell'Alzheimer il 24 settembre 2010
Riceviamo molte richieste di assistenza per malati di Alzheimer, contattateci con il modulo apposito e vi indirizzeremo a persone assolutamente preparate e in grado di risolvere i vostri problemi concretamente.
Riceviamo anche molte richieste per baby sitter, chi fosse disponibile invii il suo curriculum compilando il modulo che trova on line.
Una carezza fa tanto....
...e la solitudine fa male
"Per conto mio la chiave di tutto è l'amore..." Cary Smith Anderson
Perchè nasce "Il Ciclamino"
Noi sappiamo... Noi comprendiamo tutto il vostro dolore. Abbiamo vissuto in prima persona ciò che vi sta capitando, ci siamo sentiti soli e smarriti davanti alla malattia proprio come voi, abbiamo lottato e poi abbiamo accettato i cambiamenti del "nostro malato". Dopo molte traversie abbiamo avuto la fortuna di incontrare una badante con grandi capacità professionali e grande umanità. La sua presenza ha consentito al malato che amavamo tantissimo di passare gli ultimi sette mesi della sua vita serenamente nella sua casa tra visi e oggetti che gli erano cari. La persona ammalata era mio padre.
L'Associazione Il Ciclamino, nasce in sua memoria, fortemente voluta da tutta la mia famiglia, perchè la nostra esperienza umana possa essere utile ad altri figli, ad altri nipoti e ad altre famiglie.
La famiglia è un bene prezioso Sappiamo che la famiglia è un punto fermo per la società in cui viviamo, è un bene prezioso in tutte le fasi della vita di una persona: lo è per i bimbi, per i giovani sposi e per gli anziani.
Sappiamo che lo stare in famiglia per anziani in difficoltà è di vitale importanza e che l'aiuto di persone responsabili e competenti consente alla famiglia di mantenere il proprio equilibrio e di affrontare più serenamente qualsiasi difficoltà
Sappiamo che le famiglie con anziani a carico, siano essi autosufficienti o non, vengono lasciate sole con i loro problemi e finiscono per ripiegarsi su se stesse e spesse volte si disgregano.
Sappiamo che ricoverare un anziano in una struttura, anche nella struttura migliore possibile, equivale ad avviarlo verso un punto di non ritorno e a decretarne la morte in breve tempo. Se si potesse scegliere tra un istituto ed una badante preparata sarebbe certamente meglio optare per la badante lasciando l'anziano nella sua casa, con i suoi riferimenti e con le poche certezze che gli rimangono.
Sappiamo che le badanti sono molte, ma quelle realmente preparate e munite di un bagaglio umano fatto di esperienza, di comprensione, di cristiana pietà, sono poche. Una badante preparata e qualificata può far cambiare radicalmente la situazione e rendere inutile un ricovero.
Noi abbiamo un sogno
Noi vorremmo una società più umana ed efficiente che si prenda cura dei soggetti più deboli e che valorizzi la famiglia, questo sogno per ora è solo una speranza, ma noi possiamo tentare di concretizzare nel nostro piccolo questa speranza e questo è il nostro impegno.
La nostra diretta esperienza vicino al malato è diventata una testimonianza, un progetto da realizzare non solo nel privato, ma nel tessuto sociale della città.
Non smetteremo mai di informare, di comunicare, di essere un punto di riferimento per le famiglie che desiderano anche solo parlarci dei loro problemi. L'Alzheimer è una emergenza nazionale ma chi ha detto che non non si possa fare nulla?
Chi sostiene che questi malati non capiscono sbaglia, il malato di Alzheimer non comunica come facciamo noi, ma comunica con noi alla sua maniera, sta a noi capirlo e amarlo senza condizioni.
Contattateci con fiducia se avete bisogo di aiuto, non chiediamo denaro, se vorrete aiutarci potrete fare una donazione e iscrivervi alla nostra associazione, insieme ce la faremo.
Il Ciclamino no profit
C.F. 97481730154
Recapito Postale:Via Cimabue 6
20148 Milano
Il 24 settembre il nostro presidente Manuela Valletti è stata invitata a Vicenza per una giornata di studio sull'Alzheimer per la presentazione del suo libro "Papà mi portava in bicicletta" indicato come strumento per un nuovo approccio psicologico e pratico alla malattia.
Sempre nel mese di settembre/ottobre organizzeremo in collaborazione con le istituzioni milanesi un convegno sull'Alzheimer, faremo informazione e daremo speranza. Sarà un convegno di una intera giornata. Vi faremo sapere in seguito le modalità per ricevere l'invito a partecipare.
Un nuovo studio di ricercatori dell’Università dello Iowa offre una serie di indicazioni interessanti sulla modalità relazionale da tenere con le persone malate di Alzheimer e con problemi di memoria: anche se il paziente può dimenticare uno scherzo o un gesto di affetto, è però in grado di mantenere il ricordo dell’esperienza emotiva vissuta, e ciò può influire in maniera sensibile sull’umore generale del malato.
La ricerca si è svolta con l’osservazione di cinque pazienti affetti da un male neurologico raro che danneggia l’ippocampo, quell’area del cervello dove vengono immagazzinati i ricordi, sia quelli brevi che quelli a lungo termine.
I pazienti sono stati sottoposti all’esperimento con una tecnica di induzione delle emozioni, in pratica sottoposti alla visione di spezzoni di film con scene altamente emotive di tristezza e di gioia.
I ricercatori hanno così osservato, al follow-up che sebbene i pazienti non avessero mantenuto il ricordo delle scene, tuttavia erano ancora influenzati dai sentimenti che queste suscitavano, di allegria o di dolore.
Secondo gli autori dello studio, l’ippocampo è una regione danneggiata anche nei pazienti con il morbo di Alzheimer, e per questa ragione ciò che da loro osservato nei pazienti affetti da danno neurologico a quell’area del cervello accade presumibilmente anche nel caso dell’Alzheimer.
Ciò offre dunque un’indicazione su quanto in realtà il malato che apparentemente sembra dimenticare immediatamente la visita di un parente, una telefonata, un atto gentile e di riguardo nei suoi confronti in realtà sia in grado di mantenere a lungo l’emozione vissuta.
Un motivo in più, oltre a quello etico, concludono gli autori della ricerca, per trattare i malati di Alzheimer con il dovuto rispetto e dignità.
Il ruolo dell'apatia e della depressione nella progressione da Mild Cognitive Impairment di tipo amnesico e demenza di Alzheimer
È risaputo che le persone affette da Mild Cognitive Impairment di tipo amnesico (aMCI) hanno un alto rischio che tale disturbo progredisca in una demenza, in particolare in una demenza di Alzheimer (AD). Tuttavia questo non sempre avviene, infatti ci sono persone che pur essendo affette da aMCI rimangono stabili o addirittura migliorano nel corso del tempo. Sarebbe quindi di notevole rilevanza riuscire ad individuare eventuali variabili in grado di influire su questo processo. A questo scopo è stato effettuato a Roma uno studio volto a valutare l’influenza di due fattori, la depressione e l’apatia, in pazienti affetti da aMCI. La ricerca ha coinvolto 131 persone con tale diagnosi, i partecipanti erano poi suddivisi in 4 sottogruppi, a seconda del fatto che soffrissero di depressione, apatia, entrambi i disturbi o nessuno dei due. I soggetti sono stati valutati nell’arco di 4 anni, in particolare dopo 6 mesi dall’inizio dello studio e successivamente una volta all’anno, per poter monitorare l’eventuale progressione della malattia.